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Prove invalsi anno scolastico 2018/2019

Cosa sono e a cosa servono le prove invalsi?

Tutti i docenti e gli studenti frequentanti le scuole primarie, secondarie di primo e secondo grado, sapranno benissimo cosa sono e a che cosa servono le prove Invalsi, letteralmente prove dell’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione. Questi test, sconosciuti ai più, soprattutto ai genitori che molto spesso ne ignorano l’esistenza, sono stati oggetto di numerose modifiche e cambiamenti nel corso degli anni.
Vediamo ora le notizie più aggiornate per quanto riguarda le prove Invalsi 2019.

Indice:

Prove Invalsi, cosa sono?

Le prove Invalsi altro non sono che test standardizzati, ovvero uguali per tutti gli alunni frequentanti lo stesso anno scolastico di tutte le scuole italiane, studiate appositamente per valutare il livello di apprendimento degli studenti italiani. Pertanto, secondo la legge, più precisamente secondo l’art.51 comma 2 in riferimento al Decreto Legge del 9 febbraio 2012, num.5 c convertito a seguire in legge num.35, tutti gli istituti nazionali sono obbligati a presentare, in determinati periodi degli anni, queste prove alle determinate classi scelte.

Successivamente, una volta completate le prove, queste vengono inviate in modalità cartacea oppure attraverso via telematica, al Ministero dell’Istruzione, che valuterà attentamente il livello di preparazione scolastica e di apprendimento degli studenti italiani. I test hanno anche il fine di far emergere eventuali lacune e i punti che l’istruzione italiana deve rivedere poiché risultano deficitari.

Queste prove sono pensate e studiate ogni anno dal Sistema Nazionale per la Valutazione dell’Istruzione da professori e insegnanti opportunamente formati e prima di essere inviate in tutti gli istituti scolastici italiani vengono sottoposti al Miur, Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Proprio per questo motivo, gli esiti di tali prove sono importantissimi e determinanti per sapere dove e quali interventi migliorativi attuare per gli anni scolastici seguenti.

Essendo delle prove da far svolgere in maniera uguale in tutti gli istituti d’Italia, i docenti che le propongono sono tenuti a seguire un rigido protocollo al fine di non alterare i risultati. Le prove Invalsi sono anonime poiché riportano al posto del nome e cognome dell’alunno un codice identificativo che solamente il professore che somministra il test conosce a chi si riferisce la prova. Infatti, tutti i fascicoli arrivano schedati secondo un codice alfanumerico che fa riferimento all’istituto, al grado scolastico, alla sezione e infine ai singoli studenti. Di conseguenza, le prove vengono riportate con il codice alfanumerico dello studente senza però indicare nome, cognome e generalità. Solamente i docenti e il referente scolastico possono risalire agli alunni e ai dati completi del test.

Questa modalità permette infatti a tutto il corpo docente di visualizzare come sono andati gli alunni di una singola classe ma anche dell’intera scuola, durante le prove. In questo modo il Dirigente scolastico può verificare come sta andando l’apprendimento dei suoi studenti durante l’anno scolastico e controllare gli esiti della metodologia didattica ed educativa scelti. In aggiunta a ciò, egli può analizzare i risultati emersi nel suo istituto con quelli relativi a delle scuole simili nella stessa città. Ovviamente, questi test non sono da ritenersi utili al fine della valutazione del singolo studente e pertanto il punteggio ottenuto durante la prova non andrà a fare media, poiché il fine unico di queste prove standardizzate è solamente quello di ottenere un quadro complessivo sull’andamento scolastico. Lo stesso discorso è valido al contrario, ovvero le prove non possono valutare l’operato del singolo docente poiché non è questo lo scopo.

Per quanto riguarda le prove Invalsi dell’anno scolastico 2018/2019, è necessario descrivere alcuni cambiamenti che sono avvenuti rispetto agli anni precedenti. Per prima cosa, parlando di scuola secondaria di primo e secondo grado, il test Invalsi diventa uno dei requisiti fondamentali per poter accedere all’Esame di Stato. Tale prova è stata introdotta al seguito dei decreti in riferimento alla legge della Buona Scuola. Risulta obbligatoria per tutti gli studenti e dovrà essere svolta interamente attraverso l’utilizzo del computer.

Le domande a cui rispondere sono circa 30 per ogni singola materia, alcune a risposta chiusa e altre aperte, per sondare la conoscenza degli alunni. Questo però non vuol dire che il risultato finale dei test andrà a fare media con la prima, seconda e terza prova. Pertanto tutti i futuri maturandi non hanno bisogno di allarmarsi perché questi quiz vanno sostenuti prima di poter accedere all’esame, una volta che ha inizio la temuta maturità, si riparte da zero con il punteggio. Stesso discorso vale per l’esame di terza media: anche in questo caso il punteggio della prova Invalsi non andrà in qualunque modo a toccare la valutazione finale. In aggiunta a ciò, sono state fatte delle modifiche al tempo a disposizione: non più i soliti 75 minuti per terminare la prova ma bensì 90 minuti, per aiutare tutti gli studenti, anche quelli più lenti a eseguire in modo ottimale il test.

Per quali materie viene fatta la prova Invalsi?

Banchi per la prova invalsi

Le materie riguardanti la prova Invalsi sono sicuramente l’italiano, a seguire matematica e l’ultima materia inserita dallo scorso anno scolastico (2017/2018) è l’inglese.

  • La prova Invalsi di italiano, viene sempre fornito allo studente uno o più testi al fine di verificare la comprensione scritta e l’analisi del testo. L’alunno deve quindi leggere il brano attentamente e rispondere alle domande riguardanti il contenuto di quest’ultimo. In questa prova si possono alternare domande a risposta chiusa con altre a risposta aperta e generalmente sono presenti una quindicina di quesiti. Inoltre per completare la prova Invalsi di italiano, sono sempre proposte circa dieci domande inerenti la grammatica. E’ utile sottolineare come tutti i quesiti specifici di grammatica sono relativi agli argomenti studiati durante il corso dell’anno scolastico.
  • La prova Invalsi di Matematica, è strutturata a questionario, in cui oltre a risposte chiuse sono presenti domande che necessitano di risposta aperta, al fine di spiegare il ragionamento logico che sta alla base dell’operazione matematica. Le risposte chiuse presentano sempre e solo una risposta giusta su quattro possibili. In questa prova è inclusa anche la geometria e, per gli studenti più grandi algebra e analisi dei dati. Non è possibile utilizzare la calcolatrice, mentre sono ammessi il righello, la squadra e il goniometro.
  • La prova invalsi di Inglese avviene in due fasi: nella prima sezione si procede alla comprensione scritta di un testo e successivamente, nella seconda fase, viene proposto un esercizio di ascolto, comprendente tre o quattro brani, volto a testare la comprensione orale degli alunni.

C’è da sottolineare come forse l’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione sta pensando di inserire una prova riguardante la geografia ma questa notizia è ancora incerta e per il momento sono confermate le tre materie elencate sopra.

Ovviamente come risulta comprensibile il numero di domande, il tempo a disposizione e la loro tipologia cambia in base al grado scolastico degli alunni. In ogni caso si parte da un minimo di venti quesiti per le scuole primarie fino ad arrivare al doppio per gli istituti secondari di secondo grado. Queste domande sono sia a risposta multipla chiusa che a risposta aperta. La prova è rigorosamente scritta, anche se alla luce dei cambiamenti avvenuti, a partire dalle scuole medie fino alle scuole superiori, il test avverrà attraverso il computer in modalità online.

Dopo questa premessa è bene cercare di spiegare ai genitori come saranno strutturate le prove. Queste si basano sul principio di un famoso statistico danese (George Rasch) che ha pensato di predisporre dei quesiti di crescente e variabile difficoltà. In questo modo all’interno delle prove si troveranno domande davvero molto semplici che corrispondono alle basi del sapere di ciascun alunno, alcune di media difficoltà e altre molto difficili a cui solo pochi studenti possono essere in grado di rispondere.

Solo seguendo questa precisa modalità, avendo una scala di competenze decisamente ampia, si riesce nel complesso a valutare il livello di apprendimento degli studenti italiani. Tuttavia i docenti non richiedono ai loro alunni, soprattutto per quanto riguarda quelli più piccoli, di prepararsi studiando su un apposito manuale ma ribadiscono il concetto che è necessario uno studio continuo e costante nel tempo. Solo se gli studenti studiano giorno per giorno le materie e i temi trattati a scuola, allora non troveranno per nulla complicato il quiz. E’ anche vero che gli alunni hanno bisogno di essere informati circa la modalità di esecuzione della prova, poiché il test a crocette risulta poco utilizzato nelle nostre scuole e potrebbero trovarsi spiazzati. Di conseguenza, soprattutto per tutti coloro che frequentano le scuole secondarie di primo e secondo grado, i docenti forniscono dei test di prova che hanno la funzione di simulazione.

Un discorso a parte meritano tutti quegli studenti con bisogni educativi speciali (ad esempio disabilità intellettiva oppure tutti coloro che presentano un quadro di DSA – disturbi specifici dell’apprendimento- come dislessia, discalculia, disortografia, o ancora svantaggio sociale e culturale ecc…). Secondo il Miur e l’Invalsi, la loro partecipazione non deve essere ritenuta motivo di disagio pertanto spetta al singolo istituto decidere se tali alunni sosterranno la prova Invalsi oppure no. Nel primo caso, i risultati ottenuti non vengono tenuti in conto nel punteggio della classe e dell’isitiuto.

Quando si fanno le prove invalsi?

Il calendario delle prove Invalsi esce con largo anticipo in modo tale che le date si sappiano già con certezza all’inizio dell’anno scolastico. Per prima cosa va detto quali sono le classi interessate allo svolgimento del compito: le seconde e la quinte elementari, le terze della scuola secondaria di primo grado e a seguire, le seconde e le quinte degli istituti superiori. Solamente gli alunni delle scuole primarie svolgeranno la prova Invalsi in modalità cartacea, per tutti i restanti alunni è obbligatorio l’utilizzo del computer.

Sempre restando in tema di scuola primaria, per quanto riguarda l’anno scolastico in corso ovvero il 2018/2019, le prime a partire con le prove Invalsi sono le quinte elementari con:

  •  inglese il 3 maggio 2019;
  •  italiano il 6 maggio 2019;
  • matematica il 7 maggio 2019.

Le classi seconde:

  • italiano il 6 maggio 2019;
  • matematica il 7 maggio 2019.

Diverso è il discorso delle scuole secondarie di primo grado. Le terze medie dovranno sostenere le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese in un tempo compreso dal 1 aprile 2019 fino al 18 aprile 2018.

Le classi seconde delle superiori, avranno a disposizione il periodo dal 7 al 10 maggio 2019 per effettuare al computer i test di italiano e matematica.

Per finire le classi quinte delle superiori svolgeranno le prove Invalsi di italiano, matematica e inglese in un arco di tempo compreso dal 4 al 30 marzo 2019.

C’è da ricordare che, non solo per gli alunni frequentanti l’ultimo anno di scuola superiore il test Invalsi è un requisito di accesso all’Esame di stato, ma anche per tutti gli studenti di terza media. In entrambi i casi i risultati ottenuti da ciascuno studente andranno riportati in termini descrittivi in una speciale pagina all’interno della pagella di fine anno.

Per terminare, risulta informativo chiarire che cosa si intende per classi campione, la quali svolgono i test in giornate differenti e pertanto il calendario prove riportato in precedenza non risulta valido. Le classi campione sono delle speciali classi scelte su base regionale per ciascun livello scolastico, che sono state appositamente selezionate dall’Invalsi al fine di poter confrontare i propri dati con l’esterno. I risultati riportati dalle classi campione vanno a formare gli standard di riferimento.

In conclusione, in questa guida si è cercato di dare un quadro generale su che cosa sono le prove Invalsi, su quali materie vertono e a chi sono destinate. Grazie a queste prove è possibile tenere monitorato anno per anno il livello scolastico e di apprendimento degli studenti italiani. Non soltanto quindi sono utili al sistema italiano per osservare dove è necessario intervenire ma i dati ottenuti sono importanti al fine di confrontare i risultati italiani con le altre realtà scolastiche europee. In aggiunta, le prove Invalsi servono per confrontare le aree geografiche e capire come cambia l’istruzione al nord, al centro e al sud Italia, oltre che a paragonare i dati ottenuti dalle stesse tipologie di istituti.

Infine è anche bene ricordare che insieme alle prove Invalsi gli studenti dovranno compilare un apposito questionario mirato a conoscere meglio il singolo alunno, il suo contesto di vita e il percorso scolastico. Anche questo questionario serve all’Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema dell’Istruzione a stilare delle correlazioni tra fattori economici, zone di residenza e livello di apprendimento.

Per terminare è importante sensibilizzare i genitori circa questi test che, soprattutto quelli svolti alle scuole primarie, non devono recare motivo di ansia e stress al bambino. Proprio per tale motivo si esortano i genitori a insegnare ai loro figli a non vedere come una gara o una competizione queste prove anche perché non ci saranno voti al loro termine. La cosa migliore da fare è insegnare ai piccoli studenti a leggere con calma e attenzione i testi e le domande, compilando il questionario senza fretta. Soprattutto l’aspetto più importante è quello di avere un atteggiamento continuativo e sempre positivo e aperto allo studio in modo tale da non trovarsi impreparati alle domande richieste.

Gent.me Famiglie,

in ottemperanza all’ordinanza n. 623 art. 5 lettera C di Regione Lombardia, da lunedì 26 p.v. fino al 15 novembre compreso, salvo ulteriori indicazioni, le lezioni si svolgeranno in modalità a distanza (DID), utilizzando la piattaforma Google Calendar per la pianificazione e Google Meet per le videolezioni. Compiti ed eventuale materiale didattico verranno inviati tramite Skype o Edmodo.

La partecipazione alle lezioni è obbligatoria e seguirà il seguente orario: lunedì – venerdì, dalle ore 09:00 alle ore 14:50.

Le assenze verranno puntualmente segnalate dalla segreteria didattica.

Cordiali saluti.

Il Dirigente scolastico

F. Brandinali