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Perché scegliere un istituto grafico pubblicitario

Perché scegliere l’istituto grafico pubblicitario?

Indice:


L’istituto grafico pubblicitario è una scuola che è stata introdotta tra le varie opzioni relative alla scuola superiore secondaria nell’anno 2010, a seguito della Riforma Gelmini, è dunque evidente che si tratta di un’opportunità di studio molto moderna e coerente con l’odierna domanda che contraddistingue il mercato del lavoro.

Si tratta ovviamente di un diploma che non preclude alcuna strada all’allievo, di conseguenza una volta completati gli studi può scegliere liberamente a quale facoltà iscriversi, qualora intenda proseguire con gli studi universitari. Portare a termine un percorso di studio di questo tipo significa anzitutto costruire una buona cultura generale, inoltre si sviluppano tutte le conoscenze tecniche ed artistiche necessarie per potersi occupare di grafica in modo professionale.

Il termine “grafica” è sicuramente molto generico e fa riferimento a tutto ciò che è rappresentazione, dunque può abbracciare il mondo delle immagini, dei video, della cartellonistica, solo per fare alcuni esempi. Questo professionista non si occupa di grafica a livello generale, bensì appunto di grafica pubblicitaria, ovvero curata per conto di un’azienda affinché possa trarre vantaggio dalle sue campagne di marketing e di comunicazioni.

Chiarito la grafica pubblicitaria cos’è, è utile sottolineare che questa figura professionale corrisponde a quella di un vero e proprio comunicatore, nel senso più generale del termine.

Il grafico pubblicitario non si occupa esclusivamente di aspetti grafici, ma può curare con successo la comunicazione anche dal punto di vista testuale, quindi realizzando slogan, testi e tutto ciò che concerne la comunicazione espressa in questa forma. Alla luce di questo, dunque, non bisogna chiedersi esclusivamente cosa sia la grafica, bensì se si studia grafica e comunicazione cosa si fa nel proprio percorso di studi e che tipo di attività si possono svolgere in seguito.

Sicuramente la figura professionale del grafico pubblicitario è molto attuale e fortemente richiesta, e per poter svolgere con successo simili mansioni è necessario un know-how notevole che l’allievo può senz’altro affinare durante un quinquennio di studi, ma al di là di questo è utile rimarcare l’aspetto creativo di questo lavoro.

La creatività è un elemento fondamentale in questa professione, e probabilmente è proprio questo il motivo per cui chi la svolge ne è sempre entusiasta e non ne è mai annoiato: ogni progetto rappresenta una storia a sé e quella dose di creatività si rivela in tutti i casi determinante per poter conseguire i migliori risultati possibili, sia in termini prettamente comunicativi che a livello di business.

Quali materie vengono trattate?

Quali sono le materie che si svolgeranno in un istituto di grafica pubblicitaria? Rispondere a questa domanda è molto interessante per il giovane che sta valutando la possibilità di iscriversi a un istituto di questo tipo, cerchiamo dunque di fornire delle indicazioni dettagliate.
In un istituto professionale come questo l’allievo deve sostenere sia delle materie utili a livello generale, e che sono non a caso un’istituzione per quel che riguarda la scuola secondaria, sia discipline che riguardano in modo più o meno diretto la grafica pubblicitaria.

Nella prima categoria di materie rientrano:

  • italiano, da intendersi sia come lingua che come letteratura;
  • inglese;
  • storia;
  • matematica;
  • diritto;
  • economia;
  • scienze integrate;
  • fisica;
  • chimica;
  • scienze motorie;
  • religione cattolica, il quale può essere sostituito con delle attività alternative.

È evidente che tali materie sono fondamentali per costruire una buona cultura generale, per questo motivo sarebbe un errore considerarle meno importanti rispetto a quelle più specifiche.

Tra le materie che contraddistinguono quest’indirizzo troviamo invece:

  • tecnologie e tecniche di rappresentazione grafica;
  • tecnologie informatiche;
  • teoria della comunicazione;
  • progettazione multimediale;
  • tecnologie dei processi di produzione;
  • organizzazione e gestione dei processi produttivi;
  • laboratori tecnici.

Queste discipline forniscono allo studente delle solide conoscenze sia teoriche che pratiche, attraverso le quali è possibile lavorare con successo nel mondo della grafica pubblicitaria anche subito dopo l’ottenimento del diploma.
È sicuramente molto interessante la presenza di laboratori, dunque l’allievo ha certamente modo, durante il suo corso di studi, di esercitarsi sul piano pratico per affinare le proprie capacità e le proprie competenze.

Cosa fare dopo il diploma?

Una volta conseguito il diploma grafico pubblicitario, il diplomato può scegliere tra due diverse alternative: iniziare subito a lavorare oppure proseguire gli studi.
Ovviamente non si tratta di percorsi univoci: sia l’ingresso nel mondo del lavoro che il prosieguo degli studi possono concretizzarsi in tanti modi differenti.

Quale università frequentare dopo?

Il diploma di grafico pubblicitario offre delle opportunità piuttosto varie per quel che riguarda il proseguimento degli studi all’università.

Per un diplomato in un istituto grafico pubblicitario le università maggiormente correlate agli studi scolastici portati a termine corrispondono senz’altro ai corsi di laurea in scienze della comunicazione, in lettere, in giornalismo, in economia, in marketing e in pubblicità, DAMS e altro ancora.

Ovviamente una volta preso il diploma si possono intraprendere anche dei percorsi universitari del tutto diversi: scegliendo corsi di laurea apparentemente non coerenti con il diploma, infatti, il know-how acquisito può comunque rivelarsi prezioso nelle nuove competenze che si andranno a sviluppare durante gli studi universitari e nelle professioni che si andranno a svolgere, anche qualora non corrispondano appunto a quella del grafico pubblicitario propriamente inteso.

Lavorare dopo il diploma

Frequentare un istituto grafico pubblicitario è un’opportunità che consente senza dubbio di poter lavorare a diploma conseguito.
Gli sbocchi lavorativi del grafico pubblicitario sono numerosi, ma prima di elencarli è utile porsi una domanda fondamentale: il grafico pubblicitario cosa fa?

Abbiamo spiegato in precedenza che cosa si intende per grafica pubblicitaria, e dal punto di vista pratico il grafico pubblicitario la esegue per delle aziende.

Il grafico pubblicitario può quindi occuparsi della realizzazione di filmati, di spot pubblicitari, di video che hanno finalità di Web Marketing, può occuparsi di comunicazione, quindi può senz’altro essere un Social Media Manager o un Content Manager, può curare i testi di siti web, può produrre testi da pubblicare in brochure e presentazioni aziendali, può curare delle Newsletter o qualsiasi altro strumento comunicativo adoperato da un’impresa.

È molto frequente che a un grafico pubblicitario venga affidata la direzione di una redazione, proprio perché si tratta di un professionista che ha competenze di comunicazione assolutamente complete e può quindi dirigere lavoratori dalle specializzazioni differenti, allo stesso modo le aziende possono affidargli il prezioso ruolo di Art Director, quindi può ideare, curare, perfezionare e realizzare campagne di comunicazione complete e multicanale.

Se si parla di grafico pubblicitario e lavoro è molto utile chiedersi come può operare questo professionista: non solo, infatti, il grafico pubblicitario può essere chiamato a compiere incarichi molto diversi, ma può mettere a disposizione le sue competenze sia come lavoratore dipendente che come libero professionista.

È molto frequente che il grafico pubblicitario operi come lavoratore autonomo: in questo caso dunque dovrà aprire una partita IVA e potrà servire una quantità illimitata di clienti ogni qual volta gli verrà commissionato un lavoro.

La forma del lavoro dipendente, come noto, prevede invece che il grafico pubblicitario venga assunto da un’azienda che abbia bisogno di una persona che possa occuparsi con successo della varie strategie di comunicazione e di marketing, e non c’è davvero alcun dubbio sul fatto che annoverare nel team uno o più professionisti con competenze simili sia davvero un grosso vantaggio competitivo.

Nell’odierno mercato del lavoro vi sono sia grafici pubblicitari che hanno iniziato a lavorare come dipendenti di un’azienda e che successivamente hanno intrapreso la via della libera professione, magari per poter sviluppare un business più consistente o semplicemente per vivere la propria professione con maggiore libertà personale, sia figure che hanno compiuto un percorso inverso, ovvero che si sono avviate lavorando in modo autonomo e che in seguito sono state assunte da un’azienda in virtù del curriculum costruito.